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Si parla tanto del successo della serie degli 883 di Sidney Sibilia, ma anche dei concerti revival di Max Pezzali, e dell'effetto nostalgia, però penso che si debba trovare un'altra chiave di lettura. Io la vedo in un verso di una canzone iconica degli 883, "Rotta per casa di Dio":
Quattro deficienti a fare cazzate
Come non succedeva da un pacco di tempo
È questo forse che manca ai 40enni e ai 50enni: il sapere vivere momenti di leggerezza nella vita. C'è la paura, di farlo, perché sembra che provare quella sensazione voglia dire non saper affrontare le responsabilità della vita adulta. Il tempo è tiranno, certo, tra lavoro e impegni familiari. Ma quando si può, bisogna ritagliarsi un po' di spensieratezza. L'effetto nostalgia, che sfocia in nostalgismo, è proprio questo meccanismo: ripensiamo a quando eravamo giovani e spensierati. Ma da giovani eravamo poi così spensierati? Secondo me no, perché avevamo comunque responsabilità (scolastiche in particolare) proporzionate all'età. Crescendo, le responsabilità aumentano. Ma invecchiare non significa rinunciare a divertirsi. Credo che sia fondamentale, nel presente, riportare un po' di quella spensieratezza della gioventù. Saper cogliere il bello nelle piccole cose, senza farsi ossessionare dall'inseguire una felicità utopica, perché la felicità è attorno a noi. Purtroppo si alterna a momenti di gioia e tristezza, ma c'è. Tutto questo è un'attitudine mentale, non richiede particolari allenamenti: solo abituarci un po' a "vedere". E non dobbiamo farci condizionare dagli altri: gli stessi che da giovani criticavano la musica degli 883, oggi magari fanno la morale sulla necessità di essere "sempre seri", poi di nascosto anche loro guardano la serie degli 883 o fanno il giro delle pagine "Nostalgiste" sui social.
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