Recupero una citazione del calendario filosofico di una settimana fa. È un aforisma in cui mi ci rivedo davvero, non solo perché da ragazzino ho sempre detestato i miei coetanei impegnati a dirti cosa fare e come farlo, arrivando al "devi mangiare il gelato Magnum così" (storia vera). Fa parte, in fondo, del percorso di crescita: quando si trova il proprio posto nel mondo, il consiglio non richiesto scivola via leggero. Da adulti, avere persone fidate al fianco che possano dare pareri, non consigli, è prezioso. Quelle stesse persone che poi ci dedicano tempo per ascoltarci. Ed è sempre stato gratificante, per me, ascoltare il prossimo, a prescindere dall'affettività che mi lega a quel prossimo. Non per gratificare il mio ego, dando sfoggio concretamente di empatia, ma semplicemente per conoscere a fondo sentimenti e animo umano. I social sono stati un bel mezzo per mettersi all'ascolto del prossimo. Poi, soprattutto Facebook, sono diventati un campo di battaglia "polarizzante", invasi dalla politica. Ma anche questo fa parte di quell'indole umana che è sempre affascinante "studiare", per capire dove e come possiamo migliorare per vivere al meglio e per soffocare quei sentimenti negativi che fanno inevitabilmente parte dell'essenza di ogni uomo e donna.


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