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| Immagine elaborata con ChatGpt |
Per un appassionato di calcio come il sottoscritto, la Gazzetta dello Sport è sempre stata una compagna di vita quotidiana.
In realtà, nella mia infanzia, il quotidiano "rosa" veniva acquistato da mio padre solo il lunedì mattina. Negli altri giorni della settimana comprava Repubblica, i cui giornalisti però non lavoravano di domenica. Fa sorridere pensare ciò oggi, nell'epoca dell'informazione online minuto per minuto. Quindi lunedì si ripiegava sul quotidiano sportivo. Mio padre, grande appassionato di Formula 1, leggeva i resoconti della corsa vista in televisione 24 ore prima. Per me, invece, era un tuffo nelle cronache e nelle pagelle delle gare di Serie A. Erano i tempi in cui le partite venivano disputate tutte di domenica. Ad attirare maggiormente la mia attenzione erano ovviamente le "disegnate" di Silva, che spuntavano qua e là. D'estate amavo leggere le formazioni delle squadre nelle amichevoli estive e seguire le tabelle del mercato.
La Gazzetta rimase lettura del lunedì anche quando Repubblica iniziò a uscire in edicola 7 giorni su 7. Con gli anni, la "rosea" è diventata un acquisto quotidiano.
Non mi interessa qui esprimere un giudizio sulla qualità delle pubblicazioni, ma solamente un grosso rammarico per le tante iniziative editoriali che fanno lievitare il costo del quotidiano. Non quelle abbinate e facoltative. Obbligatorie: o prendi tutto oppure nulla.
La prima iniziativa fu Sportweek, che però agli esordi era un magazine di qualità. Poi qualche mese fa una sgradita sorpresa: ogni domenica una copia di una Gazzetta del passato, in un formato leggermente più ridotto e quindi poco fruibile.
Ora sono tre i giorni della settimana in cui il quotidiano registra un aumento di prezzo. Il sabato Sportweek, il mercoledì un'altra copia delle Gazzette del passato, focalizzata sugli scudetti vinti (in pratica una ristampa solo delle pagine calcistiche del lunedì), infine il venerdì un libretto di pessima qualità (qui il giudizio me lo consentite) sui miti dello sport (ho preso il primo di Baggio, ho rifiutato di portare a casa quello su Valentino Rossi).
Il gioco è semplice: il prodotto costa tot, il sovrapprezzo è tot + tot. In totale 7 giorni di Gazzetta costano 15 euro. Ebbene, preferirei di gran lunga spendere 2 euro ogni giorno (la Gazzetta risparmierebbe tutta la carta stampata in più) e portarmi a casa il solo quotidiano, senza lasciare gli inserti in edicola o buttarli nel contenitore della carta appena uscito dall'edicola.
Qualcuno dirà, non comprare la Gazzetta in quei tre giorni e risparmierai di più. Ma perché penalizzare la mia edicolante e privarmi il piacere della lettura del cartaceo? La scelta forse pagherà. Ma credo che la mia scontentezza sia il sentimento di tanti per questi che sono letteralmente degli aumenti mascherati.

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