L'affettività non è un numero: apriamoci all'amore

Immagine elaborata con ChatGpt

Qualche anno fa l'amica Irene, scrittrice ed ex blogger, mi inoltrò un estratto del libro "Molte vite, un solo amore" di Brian Weiss.

Rileggendole oggi queste parole hanno ancora più forza, partendo dal concetto di amore che è un' "energia affettiva". Come ho imparato felicemente, in questi ultimi mesi, i rapporti affettivi, siano essi una relazione sentimentale o d'amicizia, non sono quantificabili da numeri concreti. Chi lo fa sbaglia.

Ho sempre considerato comunque l'amore come una forza metafisica che va oltre i limiti umani di un uomo o di una donna e che ci ricollega all'infinito: quel qualcosa di trascendente che chiamiamo Dio.  Ciò che non ha limiti, non è "un singolo definito". Ecco perché in questo possiamo superare l'individualismo dell' "io". 


Per ciò che concerne i sentimenti negativi, essi fanno parte dell' "io". Mi piace lavorare sulla mia "forma mentis" per limitare i sentimenti negativi. Essere via via "intoccabili" di fronte agli altri che sfogano la loro rabbia e la propria conflittualità. Perché quando rispondiamo, a quella conflittualità, evochiamo la nostra. Ci arrabbiamo perché vediamo negli altri arrabbiati la nostra immagine. 
"Tu non sei il cervello": è giustissimo, e infatti per 40 anni della mia vita ho messo il cervello al primo posto. Invece, come detto, la vita non è solo concretezza e razionalità. Proseguirò dunque su questo cammino, facendo illuminare il mio percorso dall'amore.  




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