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| Immagine elaborata con ChatGpt |
Prendersi cura degli altri è importante, saper ascoltare e dedicare tempo agli altri è un arricchimento personale. È vero che ciò non deve avere, come conseguenza, il dover rinunciare a noi stessi. Così come non si potrà rinunciare a una grande felicità in nome di un utopico "vincolo", anche se questo concetto è difficile da spiegare.
Nel percorso di crescita che ho avviato nell'agosto 2024, ho iniziato a mettere da parte l'idea di dover sacrificare, sempre e comunque, me stesso. Lo facevo non per eroismo, ma perché avevo la malsana idea che il "no" potesse allontanare le persone, oppure che queste potessero perdere la buona opinione che potevano avere verso di me. Eppure nella mia vita ho sempre saputo mettere paletti e dire "no". Le persone che hanno capito, quelle importanti, sono rimaste sempre vicino.
Nella mia vita, in realtà, ho sempre considerato il curare se stessi come protezione: quei paletti spesso sono diventati mura, vere e proprie. Non è facile abbattere i muri, ma ci proviamo. Sostituendo quell'idea di protezione al vero concetto di prendersi cura di se stessi. Che significa fare le cose che ci fanno stare bene, come cantava il buon Caparezza, ma con il giusto equilibrio: hobby e passioni devono essere parte di noi, non diventare sovrastanti, altrimenti sostituiremo l'affettività solamente con cose concrete. E allora torneremo a rischiare di considerare i rapporti con le persone in maniera concreta, con numeri e percentuali, dicendo sempre sì e credendo in vincoli utopici e insussistenti.

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