
Da un paio di anni cercavo strenuamente, nel periodo prenatalizio, di sopravvivere al Whamageddon: cioè di posticipare il più possibile l'ascolto di "Last Christmas" degli Wham e "All I want for Christmas is you" di Mariah Carey.
Quest'anno non solo ho avuto la resistenza di un gatto in Tangenziale con la canzone di Mariah (ammazza, che metafora originale), ma ho anche comprato ciò che veniva reclamizzato nel reel con quella colonna sonora: una felpa natalizia di Jujutsu Kaisen, sullo stile grafico della prima sigla di chiusura (Lost in Paradise), che mi è stata spedita dal Giappone.
Insomma, negli anni '80 erano gli spot televisivi a "invornire" i 40enni e a spingerli a comprare ciò che è inutile, mentre i 40enni di oggi invece fanno lo stesso imbambolandosi con i reels dei social, me compreso.
Prima di tutto erano i Kirakuco, pantaloni giapponesi ultracomodi, "Skippati", come le camicie che non si piegano mai e come i prodotti calcistici di "Maglie random" e "Tacchettee". Nel primo caso mystery box in cui ti arriva a casa una maglia da calcio a sorpresa, tipo squadra della terza serie messicana, nel secondo caso vari capi di abbigliamento con frasi iconiche del calcio. Mi divertiva però guardare quei reels: "Maglie random", con le videorecensioni, tipo quelle dell'uomo calvo e barbuto che con scarso entusiasmo trovava la sciarpa dell'Ajax e la maglia di riserva del Wigan, "Tacchettee" con un altro tipo calvo, più magro, che in effetti ha l'entusiasmo e la verve del re dei venditori, quello che riuscirebbe a vendere un frigorifero a un Eschimese (metafora originale bis...).
Poi è iniziato il bombardamento con le fibre per capelli, una polverina (fatta di fibre di capelli) che in pratica copre calvizie e diradamento. E qui sono iniziati i tentennamenti, ma i reel dei prodotti concorrenti mi hanno fatto desistere. E lentamente il mio algoritmo le ha fatte sparire.
Come nei videogiochi però, avanzando di livello, la difficoltà aumenta. Sono infatti arrivati due fratelli rossicci di capelli a spiegarmi che il dentifricio comprato al supermercato è una truffa, perché solo una piccola parte di prodotto è dentifricio, il resto "umettanti" e acqua". Il loro invece è una polverina che unita all'acqua fa venire fuori un prodotto fighissimo e rispettoso dell'ambiente. Altri tentennamenti, ma facendo una botta di conti mi è sembrato un po' troppo costoso.
I fratelli rossicci sono stati presto rimpiazzati. No, il venditore n.1 non era quello di Tacchettee, bensì un uomo napoletano, barba e capelli perfetti, che reclamizza i capi di abbigliamento di un negozio. Un Roberto Baffo degli anni duemilaeventi, senza le urla e l'asma, ma tremendamente efficace. Avrei comprato tutto quello che mi consigliava: piumini, giubbotti, maglioni, felpe. Purtroppo per lui, è troppo bravo: mi ha fatto piacere tutto, non sono riuscito a decidermi e non ho preso nulla.
Alla fine però ho ceduto, non solo al Whamageddon.
Ho acquistato infatti, dopo aver visto una dozzina di reels, il portafoglio ultracompatto, quello che lo spingi e ti fa uscire le carte di credito, quello schermato contro i "predoni" delle carte di credito. Qualche anno fa avevo già ricevuto in regalo un portafoglio più piccolo di quello che uso, ma di formato tradizionale. Quindi dentro non ci sta nulla e l'ho scartato. Vedremo il nuovissimo portafoglio, che peraltro non è molto economico. Soprattutto perché, imbambolato dai reels, non ho pensato di guardare su AliExpress e di comprarlo lì. Potere delle pubblicità, che una volta martellavano in tv e oggi "pressano" tra le stories dei social.

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