Adouanauei



In settimana è rimbalzata sui social la notizia della morte di James Van Der Beek, uno dei protagonisti del telefilm Dawson's Creek. Per quelli della mia generazione, un simbolo dell'adolescenza.

Due dei miei più cari amici lo seguivano assiduamente; io invece non ne ho mai visto una puntata, anche se ovviamente conoscevo i personaggi e anche qualche vicenda, che captavo nei discorsi mattutini sulla mitica "Padana" Novafeltria-Rimini, tipo che Pacey (Joshua Jackson) se la faceva con un'insegnante o qualcosa del genere.

Non amo molto, in queste occasioni, i "santini" via social. È una cosa "a pelle". Qualche post è genuino, qualche altro post è per catturare l'argomento del momento e fare click. Ma poi, pensandoci bene, quando scompare un personaggio famoso, non è negativo provare dispiacere per quella persona, al di là della naturale empatia di fronte a un decesso, e manifestarlo. Perché quell'attore ha messo se stesso in un quella parte, non solo il suo corpo e la sua voce; ha messo anche la sua affettività. E noi abbiamo "toccato" quell'affettività, creando un legame con la nostra.

Quindi, voglio rassicurare quell'amica un po' scossa perché in questo caso ha sentito dispiacere per la mancanza di un "vip": sì, è un fatto assolutamente normale aver provato dispiacere per la morte di James Van Der Beek.


Commenti