Il fallimento, sogni non realizzati, rimorsi e rimpianti

Immagine rielaborata con ChatGpt


Oggi ho pescato questo post dalla pagina Facebook "Il poeta":

Ci sono momenti in cui tutto ciò che non abbiamo ottenuto ci pesa come un fallimento. Ci domandiamo perché certi sogni non si siano realizzati, perché alcune strade si siano chiuse proprio quando ci credevamo pronti. Ma c'è una verità sottile, spesso invisibile, che custodisce la nostra serenità: non tutto ciò che desideriamo ci fa bene, e non tutto ciò che non è successo è stata una perdita.

Lamentarsi ci imprigiona in un ciclo sterile, ci lega al passato con catene di insoddisfazione. La gratitudine, invece, ci libera. A volte, è nei "no" che la vita ci protegge. È in ciò che non è accaduto che si cela una svolta migliore, un dolore evitato, un'altra possibilità più autentica. Ringraziare anche per ciò che non si è dato significa avere fiducia in un disegno più ampio, significa accettare che non tutto si deve comprendere subito.

La vera pace nasce quando smettiamo di pretendere spiegazioni e iniziamo a coltivare gratitudine. Anche nel vuoto lasciato da ciò che non è stato.


Questi momenti in cui sentiamo "il peso del fallimento" dipendono soprattutto da quanto sopportiamo la pressione esercitata dagli altri. Perché è quella che ci fa sentire il peso del fallimento. La vita non è una raccolta punti o un videogioco dove quei punti li devi accumulare obbligatoriamente. Ogni persona ha i propri tempi, ma spesso le convenzioni sociali impongono obiettivi e il termine in cui devi raggiungerli. Sta alla persona farsi scivolare addosso queste pressioni. Da giovane è impresa ardua, lo ammetto. 

Sui rimorsi per ciò che abbiamo fatto e i rimpianti per quello che invece non abbiamo fatto, vale lo stesso discorso. Ogni scelta viene presa in base a ciò che pensiamo e al nostro bagaglio di esperienza. Sarà sempre la scelta migliore, contestualizzata al momento in cui quella scelta la prendiamo. Inutile quindi vivere pensando al passato e lamentarsi di ciò che non è stato. Il discorso della gratitudine suona invece un po' retorico.  Coltiviamo la gratitudine, sì, per le persone che ci stanno a fianco, sempre. 


Commenti

  1. Io non ho mai pensato a fallimenti definitivi, ma a momenti in cui non era ancora ora che accadessero cose. Infatti, direi che poco a poco sto facendo tutto quello che voglio, e farò tutto quello che mi mancherà di fare.
    Ma è vero pure che io sono una testa di kaiser e le pressioni non le sento quasi mai... XD

    Moz-

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    Risposte
    1. ahah beato te! Non sentire le pressioni è una bella dote...io la sento, eccome!

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    2. Ovviamente anche io sono stato pressato, sia chiaro. Penso agli anni di fuoricorso durante l'università... Però io sono anche un tipo abbastanza cocciuto, e soprattutto so bene che i miei fallimenti me li addebito e sono cazzi miei nel futuro. Non piangerò poi da altri che mi hanno pressato mettendomi in guardia...

      Moz-

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    3. Esatto, bisogna sempre assumersi le proprie responsabilità serenamente!

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