Il rumore delle voci

Immagine elaborata con Gemini


Oggi nuova citazione dalla pagina Facebook "Il poeta":

Ci sono momenti nella vita in cui il rumore delle voci intorno a noi diventa così forte da farci dimenticare chi siamo davvero. Critiche, giudizi, opinioni non richieste: sembrano pioggia battente che tenta di spegnere il fuoco delle nostre convinzioni. Ma non tutte le parole meritano di essere raccolte. Alcune devono semplicemente scivolare via, perché chi critica spesso parla più delle proprie paure che dei nostri errori.

Diverso è il valore di chi ci offre un consiglio sincero. Ci sono persone che non cercano di ridimensionarci, ma di aiutarci a vedere più lontano. La saggezza spesso arriva sottovoce, attraverso chi desidera davvero il nostro bene. Saper ascoltare queste voci è una forma di intelligenza emotiva e di umiltà che può cambiare il corso di una vita.

E poi c’è una scelta ancora più difficile: capire quando è il momento di allontanarsi. Restare dove non si è riconosciuti, dove il proprio valore viene ignorato, significa lentamente smarrire se stessi. A volte il gesto più coraggioso non è resistere, ma prendere la propria dignità e camminare altrove.

La pace interiore nasce proprio da questo equilibrio: lasciare andare ciò che ferisce, accogliere ciò che fa crescere e avere il coraggio di scegliere luoghi e persone che sappiano vedere davvero chi siamo.


Mi fa sempre sorridere leggere questi post sulle bacheche di persone che passano quotidianamente a sputare sentenze, giudizi e critiche verso il prossimo, anche se spesso viene fatto per difesa o per paura. E infatti "chi critica spesso parla più delle proprie paure". Poi è vero che ricevere critiche, giudizi e opinioni condiziona e non è facile svincolarsi da essi. Per ciò che concerne il consiglio sincero, si tratta semplicemente di mettere in condivisione un'esperienza di vita, oppure offrirci un punto di vista diverso. E sono pienamente d'accordo sul fatto che questo possa farci bene: non credo cambiare il corso di una vita, ma aiutarci e sostenerci nel nostro percorso e cammino, questo indubbiamente.

Non sono invece per nulla d'accordo con la solita "manfrina" sull'allontanarsi. Se si è in pace con se stessi, non ci saranno persone da cui allontanarsi. Semplicemente, saranno persone a cui offriremo meno tempo. Il non essere riconosciuti, o visti, riguarda la dimensione affettiva: essa automaticamente non c'è. Ma capita a volte di non riconoscere o vedere l'altro, anche in un rapporto affettivo. Fa parte della fragilità dell'uomo e della donna. 

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