Consapevolezza

Immagine elaborata con Gemini


Oggi parliamo di "consapevolezza" attraverso il post della pagina Facebook "il Poeta":

Col tempo, ci si allontana un po’ alla volta dalle feste, dagli eventi, dalle folle rumorose…E chi guarda da fuori, spesso pensa: “Ha perso il suo entusiasmo, ha perso la voglia di vivere". Ma non è così. È che abbiamo imparato a scegliere. A capire che non dobbiamo più essere ovunque, sorridere sempre, cercare di entrare a forza in spazi che non ci appartengono. Abbiamo imparato a non forzare la nostra presenza dove il cuore non batte più. E allora, con una leggerezza che un tempo sembrava impossibile, diciamo semplicemente:
"Questo non fa più per me". Qualcuno, sentendo queste parole, magari prova pena…Ma solo chi è arrivato fin qui può capire: non è tristezza. È sollievo. È la pace di chi non ha più bisogno di dimostrare nulla. È la bellezza di poter dire con fermezza e serenità:
"Questo lo voglio. Questo no". Ecco cos’è la libertà. È la vera libertà, quella che ti abbraccia l’anima, non ha età. Arriva quando smettiamo di rincorrere tutto e iniziamo a inseguire solo ciò che dà senso. Se c’è un rimpianto, forse è solo questo: Non averlo imparato prima. Ma va bene così. Perché quando questa consapevolezza arriva, anche se tardi, ci rendiamo conto di una cosa: Non è mai stata una resa. È sempre stato un ritorno a casa.


Personalmente non ho mai amato le folle rumorose e quindi neppure gli eventi di massa. È stata una scelta che non rimpiango, ma che semplicemente ha manifestato il mio essere difeso e la mia difficoltà a stare in rapporto con gli altri. Certo non sarei mai potuto essere un "festaiolo", ma vivere più la convivialità, certamente sì. Eppure i miei no erano espressione di una libertà e di una consapevolezza. Sì, ma anche di questo essere costantemente "difeso" e impaurito. La vera libertà la si raggiunge quando si riesce a vivere serenamente e in pace con se stessi, senza muri e barriere. Ma questo non lo si impara prima. Lo si impara strada facendo. E forse si arriva alla fine del cammino senza aver raggiunto totalmente la piena libertà. Ma con la consapevolezza di averla assaporata, la libertà, e di aver compreso i nostri lati "negativi", magari di averli smussati. Di sicuro si è imparato a convivere con essi e non è poco. 

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