Godere le piccole cose con una compagna speciale




Da bambino, con l'arrivo dei primi caldi, mi piaceva trascorrere tempo all'aria aperta, nel giardino di casa, giocando, ma anche osservando mio padre intento a fare giardinaggio o a coltivare l'orto.

Spesso si parla dei ricordi del passato per descrivere una felicità irraggiungibile. Magari perché l'infanzia era il periodo della spensieratezza e della "non" responsabilità, o semplicemente perché la nostra mente filtra e idealizza, trasmettendoci un'immagine di perfezione, che vince impietosamente il confronto con il presente.

Secondo me la spiegazione è molto più semplice: da bambini è più facile godersi ogni piccola cosa.

Martedì scorso, post Pasquetta, ho rivissuto  le sensazioni piacevoli dell'infanzia, seppur in maniera adulta. Dopo il pranzo fuori, io e la mia compagna ci siamo fermati nel suo giardino, approfittando anche dello splendido sole e di condizioni meteo più da metà maggio che da inizio aprile. Lei ha coltivato e innaffiato, io ho osservato tutto, compreso il comportamento delle sue galline, nel recinto, e del suo papero. Abbiamo parlato, abbiamo scherzato, ci siamo goduti il riposo extra lavorativo, senza l'assillo degli orari. 

Qualcuno direbbe che è stata una giornata ordinaria.

Possibile. 

Ma questo mi rende ancor più felice: perché Marina mi ha donato una nuova quotidianità, fatta di piccole cose, che mi riportano alle sensazioni della "golden age" dell'infanzia e dell'adolescenza, senza dover staccare i ponti con l'età adulta. Condividere il tempo con lei mi rende felice. Basta questo, non servono esperienze mozzafiato. Non è scontato. Ho sempre sfruttato al massimo le ore fuori dal lavoro: riposando o dedicandomi ai miei molteplici interessi. Ma oggi questo tempo acquista un valore più grande. Come il rimanere a letto dopo la sveglia, posticipando la colazione. Come condividere un film anche se poi uno dei due si accuccia sull'altro e si mette a dormire, o un semplice pasto. Il tutto mentre l'invadente smartphone non ha più la stessa centralità. 

Da una parte il rapporto mi sta facendo crescere, dall'altra mi ha restituito una magia persa. Il filo conduttore è la felicità. 

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