La poesia e le arti sono consolazione e sono crescita


Questa mattina ho letto su un quotidiano splendide parole del ministro della Cultura vaticana, José Tolentino De Mendonca. 

Abbiamo bisogno di consolazione. Può darcela la poesia, che è capace di diventare anche risorsa politica e sociale. Come se fosse una farmacia dell'anima. Abbiamo necessità di storia, di poesia, bisogni che le macchine non possono colmare. La poesia ci offre un'esperienza di libertà, ci consente di vedere il mondo con occhi nuovi, come bambini, come se fosse la prima volta.

La poesia, ma anche ogni arte, secondo me non è solo esperienza di libertà, ma è libertà dagli affanni della vita quotidiana, dalle consuetudini sociali, dal mondo dei social che ci vorrebbe conformare a dei modelli di presunta perfezione. Le macchine sono e saranno sempre un supporto alla creatività umana: le "creazioni" dell'intelligenza artificiale mancheranno sempre di sentimento e profondità dell'animo umano. Sta a noi riconoscere il valore di questi sentimenti. 

La vita interiore non è un automatismo. Dentro abbiamo un giardino. Un mondo da visitare e da frequentare che va curato. Ma dobbiamo costruire l'esperienza dell'Essere.  Il senso più radicale della nostra umanità

Mi piace leggere queste parole del ministro come esaltazione dell'individualismo buono ed essere. Noi siamo un'entità individuale e dobbiamo curare noi stessi. Prima di tutto limitando i sentimenti negativi, poi coltivando le nostre passioni, aprendo la nostra mente, affinché non si pieghi a un pensiero modellato da altri per noi. La poesia e le arti non sono una parentesi: sono un mezzo per coltivare quel "giardino". Perché quando le cose sembrano precipitare, ci può salvare proprio il nostro "io": citando il famoso detto Calviniano, siamo noi a distinguere nell'inferno ciò che inferno non è. Ma per farlo dobbiamo tenere gli occhi aperti. E sono proprio la poesia, la musica, la scrittura, la lettura, il cinema, a insegnarci a tenere gli occhi aperti e la mente attiva, lucida. Ad accompagnarci in un vero percorso di crescita.  

La poesia è esigente perché ci richiede un altro tempo. Di riflessione. Di illuminazione interiore. Oggi il tempo è un lusso. Come un'anima.

Il tempo nella società moderna del "si vive per lavorare" e dei ritmi sempre alti sembra sfuggirci. Una cosa è certa: dobbiamo valorizzarlo, coltivando le nostre passioni. Sono le nostre passioni infatti ad aprirci la mente e ad aiutarci a tenere aperti gli occhi. Indispensabile per vedere quei fili che ci legano alle persone care, nei rapporti affettivi che costituiscono il senso dell'esistenza umana. 

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