I mondiali di calcio: la riscoperta dopo la Golden Age

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Il mondiale di calcio è ormai alla sua fase conclusiva. All'inizio della competizione avevo pronosticato un Francia-Argentina in finale: ora le due squadre dovranno guadagnarsi il pass, sfidando rispettivamente Spagna e Inghilterra. Le quattro squadre più forti a livello mondiale hanno così raggiunto le semifinali e i campioni più attesi (Messi, Mbappé, Bellingham, Kane) non hanno deluso l'attesa, mentre Yamal è stato meno brillante, complice una non perfetta condizione fisica. Vedremo se riuscirà a piazzare "il colpo" nelle ultime partite.

Ma non è di calcio dal punto di vista tecnico che vorrei parlare, quanto di un aspetto più "romantico". Quest'anno, infatti, mi sono riappassionato al mondiale, nonostante l'assenza dell'Italia. A darmi la spinta è stata la fine della mia ultima relazione sentimentale: nel tempo libero, alla vigilia della competizione, utilizzando Transfermarkt.it, Gazzetta e Guerin Sportivo, ho scritto tutte le formazioni complete delle 48 squadre in lizza per il trofeo. Poi, un mese fa, ho iniziato a guardare sintesi e partite. Aspettando spesso con trepidazione il risultato finale. 

Sì, sono consapevole che il calcio oggi sia meno entusiasmante, offrendo partite meno piacevoli da un punto di vista qualitativo, ma il mondiale ha saputo trasmettermi emozioni, con partite non scontante, e raccontare tante storie. E dare spazio a calciatori meno conosciuti:  alcuni di essi erano nei miei "taccuini" da tempo e ho potuto vederli in azione, sul campo, come Tillman e Saibari. 

È stato quindi un mese intenso e coinvolgente, che mi ha permesso di attenuare anche la nostalgia per le estati di quando ero bambino e ragazzino, la nostra personale Golden Age. Il mondiale, in quell'epoca, era un vero e proprio evento. Ricordo nel 1990, il mio primo mondiale, l'emozione per il Guerin Sportivo e le moviole di Sabellucci, che immortalava tutti i gol della competizione. Nel 1994, le mattinate a guardare le partite in replica su Tmc, mentre sui quaderni disegnavo i gol, riproducendo quelle moviole purtroppo assenti, quell'anno, sul Guerin Sportivo. E poi l'apoteosi del 1998, il mondiale in Francia: il primo seguito con il mio caro amico Alberto. Con Fifa '98 e Pc Calcio che mi avevano spalancato le finestre sul calcio internazionale e la passione della maglie, esplosa in maniera vigorosa. Quella magia della Golden Age è andata perduta, ma poteva andare peggio: invece il mondiale del 2026 lo ricorderò con piacere. 

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