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| Immagine elaborata con ChatGpt |
A inizio settimana sono ripartite le lezioni scolastiche e il (fastidioso) suono della campanella fortunatamente è un ricordo lontano. Nei momenti di nostalgia per il passato e per la giovinezza, ho un rimedio che è un toccasana: pensare al tempo trascorso sui banchi di scuola. Non ho mai patito di scarso rendimento scolastico, né vissuto il percorso formativo di studio come una lunga oppressione, ma non vorrei più rivivere quei tempi.
Ho naturalmente mille ricordi legati ai rapporti affettivi con le altre persone, alcuni sono cari amici, mentre per quel che riguarda il primo giorno di scuola, non ho aneddoti particolarmente affascinanti. Nel settembre 1989 il mio ingresso alle scuole elementari è stato più che tranquillo, anche perché nello stesso edificio insegnava mamma, poi avevo già imparato a leggere e scrivere da qualche mese, quindi sapevo di non dover faticare molto all'inizio. C'è però un ricordo legato alla cultura pop: il primo giorno di scuola, nello zaino, portai il catalogo della nuova linea di giocattoli di He-Man, quello delle nuove avventure (nello spazio), che trovai allegato a Topolino. Cinque anni dopo iniziò invece il mio percorso di studi alla scuola media, a pochi passi dall'edificio che ospitava la scuola elementare. Unico ricordo? Era una mattina in cui pioveva a dirotto, dopo dei giorni dal sapore tipicamente estivo. Andai a scuola con i pantaloncini corti - proprio perché nei giorni precedenti era stato piuttosto caldo - e una felpa (il pezzo sopra della tuta in sostanza) sopra la t-shirt: qualcuno, tra i miei nuovi compagni, si sorprese perché ero vestito troppo leggero per la temperatura di quella mattina.
Nel 1997 invece suonò la campanella per la prima lezione al liceo scientifico Einstein di Rimini. C'era il sole, fu il primo viaggio sull'autobus Novafeltria-Rimini in compagnia di un mio compagno di classe, A.R. e del mitico Giacomo F. detto Josh (Sì, questo soprannome gli fu affibbiato in classe. Beato lui). Lo zaino era vuoto, c'erano solo diario e astuccio, qualcuno si presentò a scuola solamente con diario e penna. Quella primo giorno di scuola fu comunque memorabile: uscivo infatti dalla mia comfort zone di paese. Era un momento di crescita, di svolta: pensiero ingenuo di un 14enne che ascoltava al walkman le canzoni degli 883.

Anche io ho precisi ricordi (sprazzi, in realtà) dei primi tre giorni di scuola (elementari, medie e superiori).
RispondiEliminaMa mi hai ricordato che effettivamente specie al liceo i primissimi giorni andavo senza zaino :)
Moz-
Meglio non avere grandi ricordi: non abbiamo avuto traumi, ahah
Eliminaricordi la cintura che teneva i libri?
EliminaSì, ma non si usava più da tempo. Me la ricordo anche nei fumetti di Topolino :D
EliminaIl commento sulla cintura era sempre il mio. A proposito di oggetti legati a quei tempi e di pioggi ricordo che indossavamo degli impermeabili di vernice coloratissimi con stivali di gomma abbinati (come quelli dei pescatori). Ricordo anche dei bellissimi ombrelli trasparenti decorati con le immagini di paperelle. Li ricordo con una forma più chiusa che effettivamente proteggeva meglio dalla pioggia.
EliminaAllora la cintura che teneva i libri in casa mia c'era: non so se era di mia sorella (lei è del 1977, io del 1983) o addirittura fosse qualcosa dell'epoca di mia madre. L'impermeabile di vernice me lo ricordo benissimo: il celebre spot della pasta Barilla!
EliminaLa cintura andava in voga ai tempi della mia scuola media, insieme allo zaino della Falchi. L'impermeabile sì, come quello della barilla, ma io ce l'avevo rosso perché mia madre preferiva colori unisex per il riciclo da un figlio all'altro! Lei si che era avanti nel discriminare tra i generi :D
Eliminaahah il giallo non è unisex? Non me intendo, ahah!
EliminaIl mio primo giorno alle prime elementari, nell'82 finì in una lotta fisica tra me e l'insegnante, una vecchia megera ed esaurita, che iniziò a strattonarmi perché già indossavo un grembiule scolastico che mia madre aveva comprato senza aspettare le sue indicazioni (diciamo che faceva un po' di ricotta - come diciamo noi in gergo - sul materiale scolastico indirizzando gli alunni verso specifici negozi). Le tirai un calcio nello stinco, avevo una educazione molto da strada, motivo per cui, nonostante sapessi già leggere, scrivere e fare i plurali di camicia e concia, mi considerò sempre non brava quanti i suoi pupilli (e figli di famiglie più socialmente elevate) anche se questi ci misero un intero anno per imparare a scrivere. Insomma mi ha maltrattato e sminuito per i primi tre anni delle elemantari finché non la cacciarono via perché litigava e umiliava anche i bidelli. Di bello però ricordo i diari e i quaderni con le bellissime immagini di Victoria Plum, lillibeth (icone di cui ho parlato anche in alcuni post) e un diario verde dove appuntai la mia prima cotta. Finì nelle mani di mio fratello che mi ha bullizzato su questo per diversi mesi. Anche il mio libro di scuola "Semi" era molto bello e tenero e anche su questo ci scrissi un post.
RispondiEliminaChe brutto ricordo per le scuole Elementari! Pensa che una delle tre mie maestre è una delle persone a cui sono più affezionato (e sono molto amico del figlio, che proprio ieri ha festeggiato 52 anni). C'era però una collega di mia madre che la vedevo un po' come una "megera", ahah, mi faceva paura. Ma magari era buonissima anche lei!
EliminaLe elementari io le rifarei subito e volentieri, tuti e 5 gli anni, i più belli della mia vita.
RispondiEliminaLe medie mi hanno traumatizzato e il suono della campanella potrebbe farmi cadere tutti i capelli!
Le superiori a Rimini... Che invidia! Conosci il legame che ho per la riviera romagnola ♥️
Siiii che lo conosco bene. Oggi ti troveresti male. Per il clima eh :D
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