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| Immagine elaborata con ChatGpt |
Chiunque abbia un account social si è imbattuto, almeno una volta, in un post legato ai fantastici anni '80 o '90 e alle cose che non si fanno più. A me capita però di dire: "No, io lo faccio ancora!".
Così mi è venuta in mente un'idea per una serie di post, che inauguro con quella che è una mia abitudine quotidiana: leggere...il quotidiano. Tutte le mattine infatti faccio una visita all'edicola del mio paese e acquisto Gazzetta dello Sport e La Stampa, che è abbinata al quotidiano locale, Corriere Romagna, testata di cui sono collaboratore per la sezione sportiva (Rimini e calcio locale, ovviamente!).
Da appassionato di pallone (ma anche di Formula 1 e Motogp), la Gazzetta non può mancare: e devo ammettere che rispetto agli anni scorsi, la qualità mi sembra aumentata. Quest'estate ho apprezzato molto gli articoli sulla Serie B e sul calcio internazionale, e anche il calciomercato è stato trattato in maniera migliore, senza troppe "bufale". Il quotidiano nazionale, invece, è indispensabile per tenersi aggiornati (non guardo i telegiornali!). Ammetto inoltre di essere appassionato lettore dei "corsivi" di Mattia Feltri, degli editoriali di Marcello Sorgi e Lucetta Scaraffia. Mi piacciono molto, molto meno gli articoli allarmistici sul meteo (anche se la situazione non è bella, sia chiaro...), che hanno sostituito quelli allarmistici sul Covid (per chi non mi conoscesse, io sono uno che si fa somministrare il vaccino per l'influenza dal 2006, giusto per non essere frainteso). Il quotidiano locale lo leggo per vedere come i miei colleghi hanno scritto determinate notizie; e per ritagliare e conservare i miei articoli, perché per quanto abbia pubblicato un universo di articoli online, il fascino del cartaceo rimane immutato. Leggere i quotidiani è dunque una passione, ma anche un momento di formazione professionale; ed accompagno sempre la lettura utilizzando gli evidenziatori, una mia "fissa" recente.
La passione per la lettura dei giornali, invece, ha radici molto profonde: quando da bambino mi appassionai al calcio, iniziai a leggere la pagina sportiva del quotidiano che mio padre acquistava ogni mattina, la Repubblica, tranne il lunedì: perché quel giorno Repubblica non era in edicola e al suo posto mio padre portava a casa la Gazzetta. Anche quando Repubblica iniziò a uscire sette giorni su sette, la Gazzetta rimase un appuntamento fisso del lunedì. E poi c'erano quelle edizioni speciali dopo i grandi trionfi del mio Milan: non potevano mancare.

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