| Immagine elaborata con ChatGpt |
Sono un grande appassionato di calcio, ma mi rendo conto, fortunatamente, di non essere bulimico. È un paradosso: il mio weekend è lavorativo e la maggior parte del lavoro riguarda le partite di calcio locale. E per lavoro ho visto ben due partite in streaming, una sabato (Futball Cava Ronco Forlì - Rimini) e una domenica (San Marino-Valsanterno). Di una, avrei fatto volentieri a meno, in tutta sincerità.
Ma c'è chi invece ha il weekend libero e, quando non chiamato ad altro dagli impegni familiari, si rifugia in una visione bulimica delle partite di calcio. Sabato scorso (10 ottobre) un mio amico ha guardato TRE partite di calcio intere. Quattro ora e mezza, escludendo i tempi di recupero, in una sola giornata. A cui si sono aggiunte altre due partite guardate la domenica: in totale 7 ore e mezza. Un altro mio amico - non sposato - era davanti alla tv a ogni orario: 12.30, 15., 18, 20.30. Unico "sacrificio" dover fare lo zapping tra le gare in contemporanea.
Io, oltre alle due gare viste per lavoro, mi sono limitato a un tempo di Sassuolo-Milan, per seguire la mia squadra del cuore. Poi sì, guardo tutte le sintesi, spalmate però praticamente in quattro giorni, quando la Serie A conclude il suo turno lunedì sera. Ma dieci sintesi durano meno di una delle due frazioni di una partita (quando guardo quelle di Dazn, poi, mando avanti i mille replay).
Nelle settimane precedenti ho visto diversi spezzoni di partite: ricordo alcuni venerdì sera facendo zapping tra campionato belga, Premier League inglese e Bundesliga tedesca. Per vedere schemi, giocatori. Per seguire la mia passione, ma senza essere bulimico. Oltre al calcio ci sono gli altri sport (motogp e F1), ma soprattutto anime e cinema: non devo riempire a tutti i costi lo schermo con il pallone. Non è un caso, infatti, che abbia uno spazio web dedicato al calcio e un altro dedicato agli altri miei interessi, più questo "Bazar di Riky", che ha oramai sostituito la mia pagina Facebook.
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