"Scrolling" da zombie, malattia dei tempi moderni

Immagine elaborata con ChatGpt



Riprendo volentieri il discorso iniziato in questo post sul "rimbambimento" da social. Prima di tutto, tra i video spot nel mio Instagram è subentrato, nelle "rotazioni", il tizio che, in un video realizzato con l'AI, vende un gel da barba. Un prodotto che sostituisce la crema da barba classica ("la panna montata", come la chiama il tizio) e garantisce zero arrossamenti e irritazioni. L'ho comprata e mi sembra funzioni, almeno. 

In altri blog, comunque, si è parlato dello "scrolling" da zombie, malattia dalla quale non sono esente. Bei tempi quelli in cui la pausa "gabinetto" veniva utilizzava per leggere Topolino. Oggi ci si mette "in seduta" sempre con lo smartphone in mano. Qualche volta per consultare Sofascore e le statistiche del calcio. Altre volte per fare quel terribile "scrolling" su social, Instagram nella fattispecie: su Facebook scrivo solo qualche post calcistico e Twitter lo apro solo quando c'è il calciomercato. E così passo dal reels della speaker romagnola che manda vocali in romagnolo al tipo che gesticola promuovendo il suo kebab e dicendo che il suo "non fa cagare" (in senso letterale); dall'anziano in sandali e "bragaloni" che balla al supermercato alle tipe che per promuovere i propri social "sozzi" corrono in una via della città (video AI) con le movenze di un tirannosauro, facendo un rumore terribile, per poi sussurrare "ce l'hai piccolo" (o le varianti: "Sei pelato", "Duri poco"), praticamente un tipo di comicità che andava bene alle scuole elementari. E va beh.

Effettivamente ci si imbambola , anche con contenuti francamente risibili e poche volte in tema con i nostri interessi. Lo scrolling da social, poi, è "malattia" che si acuisce nei mesi estivi, quando nei giorni non lavorativi ci si ritrova a boccheggiare sul divano senza uno scopo. Luce spenta, serrande abbassate, in pratica si vive in reclusione mentre di fuori il maltempo estivo ci "regala" 35°. Mi rendo conto comunque che si tratti appunto di un effetto collaterale di "infernalia", la stagione che ha sostituito l'estate. Lo scrolling però viene solo rallentato, ma non annullato. Il telefono rimane spento rigorosamente nelle ore notturne e anche in determinate situazioni giornalieri, ma la pausa smartphone è purtroppo sempre dietro l'angolo. 

Commenti

  1. Effettivamente è una droga ed è stata considerata come tale.
    Inoltre, sotto i 14 anni, fa malissimo.
    Lo scrolling è pericoloso perché è un bombardamento; noi forse ne siamo immuni e ne vediamo solo il lato "zapping" (ricordi? era demonizzato anche questo, analogamente).

    Moz-

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    1. Ecco, proprio venerdì sera dopo aver visto un po' di roba in tv, mi son messo mezz'ora prima di dormire a guardare la monezza su Instagram. Per fortuna non mi ha tolto il sonno, ahha. È la stessa cosa che facevo da ragazzino con lo zapping televisivo, hai proprio ragione!

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  2. Io mi trovo bene con la crema pre-rasatura e il sapone per rasatura della Proraso (quello bianco per pelli sensibili) ma lo userò due volte al mese, altrimenti accorcio solo col rasoio elettrico. Se potessi me la farei ogni tre giorni dal barbiere!
    Come ti ho detto nell'altro post io scrollo solo 20 minuti alle 4 di notte, altrimenti in sala ceramica (al cesso) sto su Twitter ma solo esclusivamente per la geopolitica e per le diete che seguo (ma mi capitano anche video divertenti che carico sullo stato WA, che ti piacciono tanto 🤣). Comunque concordo che sia una droga ed è capitato che ci buttassi anche io un paio d'ore per noia, è difficile ma capita! Quando avrei potuto impiegare il tempo per qualche videogioco ma in quei momenti ero preso dalla totale svogliatezza e non solo per il caldo, mi è capitato anche in pieno inverno!
    Ma chi cazzo segui? Ahahah manca solo che facciano le scureggie con le ascelle...

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    1. ahhah siii i tuoi stati di WA :D. Ciò che seguo: in realtà molti reels arrivano perché sono "virali", non perché siano legati a tuoi interessi. Se c'è un video su anime o calcio, ok. Ma il video kebab quello era perché è diventato virale. Sì, ora lo seguo al tipo perché mi sta simpatico, poi tra qualche mese mi stuferà e gli toglierò il segui :D io sui social faccio do ut des: se mi segui, ti seguo, sennò se ti seguo senza essere seguito, mi sento libero di toglierti il segui se a un certo punto non mi interessano i tuoi contenuti.

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    2. Secondo me la maggior parte di quelli di tendenza pagano. Perché ci sono periodi in cui mi capitano sempre gli stessi. Principalmente io scrollo su YT shorts, mi capitano i comici che stanno pubblicizzando uno spettacolo, Francesco De Carlo anni fa, Eleazaro 2-3 anni fa e cosi via. Era fisso un indiano che faceva candid ma poi è sparito (se lo cerco ancora pubblica, Prank Joker mi pare si chiamasse), ora una giapponese che sta in Italia da 5 anni e sta con un italiano... e così via.
      A me su Twitter e YouTube mi e stato chiesto se volessi aumentare la visibilità di un post un video, la prima volta gratis, poi a pagamento.

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    3. SIIIIII sono come le sponsorizzate di Facebook! Ovvio che pagano, tipo i tizi che vendono il dentifricio, quello che vende il gel da barba, tipo le squinzie che corrono come i dinosauri e ti sussurrano ce l'hai piccolo (devono vendere i loro profili onlyfans). E così via...

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  3. I social, che pure frequento, mi sembrano invasi da ogni tipo di spazzatura. Personalmente utilizzo solo instagram che uso a mo' di cloud per condividere foto di piatti e di luoghi che visito per poterli eventualmente mostrare senza ingolfare la mia galleria. Mi piace pensare che è una condivisione di cose belle della vita e un modo meno becero di usare i social rispetto a quei profili che condividono solo selfie per la serie "guardami". Ma la spazzatura che arriva è davvero tanta e la considero il prezzo da pagare per avere un cloud di capienza infinito, da quelle del calippo tour a quelle che enunciano i requisiti economici per portarle a cena, i social sono diventati la normalizzazione della prostituzione come valore di vita e non più come sopravvivenza ad uno stato di disperazione economica, la normalizzazione di quintali di grasso sfoggiati in bikini per dare sfogo al perbenismo ipocrita di chi commenterà "bellissima", improvvisati coach emozionali che danno consigli non richiesti sulle relazioni ma che in realtà suonano come la fiera del cinismo, ecc. Come dicevo in un mio commento nel mio spazio, ora la gente non solo non è più in grado di leggere e comprendere un testo, ma non ha neppure la pazienza di vedersi un video che spieghi loro qualcosa in 5 minuti. La capacità di attenzione è così ridimensionata che si cercano contenuti da un minuto e niente più, ecco perché gli shorts hanno tanto successo (e li detesto e detesto quando mio marito li guarda in TV). E' continuo rumore, guardare sempre e non guardare niente. Un modo di sollecitare la nostra attenzione che passa da una cosa all'altra nel giro di pochi secondi che secondo me spegne toltalmente il cervello. E penso che l'obiettivo sia proprio questo.

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    1. È come la tv di una volta, in effetti: piena di spazzatura. Io stesso ho visto molta televisione spazzatura (ricordo bene i primi due Grandi Fratello, sì, ma anche Campioni il sogno, Music Farm..ai tempi dell'università si spendeva tempo per l'immondizia! ma anche certi cartoni animati erano effettivamente brutti...). La tua descrizione sui social è perfetta, devo dire. Impietosa, ma direi molto calzante!

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    2. ah per chi leggerà e dirà "sui social ci siete anche voi". Certamente. Ma infatti io riconosco di essere un meccanismo nel meccanismo, ahah. Però ne sono consapevole. E poi si cerca sempre di prendere il meglio, dai social, tutto sommato rimane lo scopo primario di tenere un altro tipo di contatto con le persone che fanno parte della nostra vita

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    3. infine, al "sui social ci siete anche voi" rispondo che il perché fa la differenza. Per entrare in contatto con persone di cui si può discutere dei propri interessi, trovare ispirazione per idee di viaggio, per letture, e quant'altro è diverso che stare a fare il morto di figa a commentare con la bava alla bocca sotto le foto sexy di donne che molto spesso sono pure bot.

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    4. Che è il motivo per cui ho aperto anche dei blog, in effetti: conoscere persone con cui condividere interessi

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  4. "le persone che fanno parte della nostra vita". in realtà 90% dei miei contatti sui social sono persone che non fanno parte della mia vita, che non ho mai visto dal vivo, persone geolocalizzate eterogeneamente nel mondo, persone con cui trovo stimolante commentare una destinazione di viaggio o un piatto tipico e che proprio perché non sono chi sono non possono scegliere di guardare il mio reel su un viaggio dal punto di vista geloso ("ma come fa?" "ma dove prende i soldi?") come persone più vicine farebbero. E infatti il restante 10% vede e non interagisce, mai, e lo so che no significherebbe niente se non non fosse che quel MAI si riferisce a "da quando hanno inventato i social". Probabilmente per molti di loro è "show off" sebbene nei miei contenuti io mi focalizzi sul luogo che sto visitando, non su di me, che raramente appaio e se lo faccio tipo cameo di Stan Lee nei film Marvel, devi prestare attenzione per accorgerti della mia presenza:D

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    1. P.S. ho il mio blog dal 2007 e dal 2007 non ho mai ricevuto una sola, e dico una sola, interazione che dimostrasse un minimo di interesse per quel che faccio da chi conosco. Quindi per me social e web in generale sono una porta sul mondo per parlare con chi condivide i miei interessi come stiamo facendo qui.

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    2. Ma infatti anche io in quel 90% metto persone che non vivono vicino a me, qualcuna non l'ho neppure vista dal vivo, però le considero "di casa". Diciamo che in quel 10% c'è una fetta di persone che magari sono anche miei compaesani, ma che non conosco neppure, ahah. Infatti ogni tanto in strada mi salutano, io ricambio e dico: chi è, boh. Ahaha!

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